Il
ristorante, situato sulle splendide rive del fiume Marecchia, anche se in territorio pesarese, si trova a pochi chilometri dalla
riviera adriatica ed è facilmente raggiungibile sia da
Rimini che dalla Repubblica di San Marino percorrendo la SS 258
Marecchiese fino ai confini del Comune di San Leo con Novafeltria in
direzione di Pennabilli e San Sepolcro.
Ricavato, negli anni ’70,
dalla conversione di un vecchio
mulino ad acqua è sempre stato un posto di ritrovo per
coloro che cercano un po’ di tranquillità e
sicurezza nelle cose antiche senza allontanarsi troppo dalla vita
quotidiana.
Il ristorante è gestito con cura dai nuovi
proprietari Massimo e Monica che, amanti delle tradizioni, cercano con
pazienza e dedizione di riportare alla luce le caratteristiche salienti
del locale.
La struttura, a pochi passi dalle rive del fiume Marecchia e
incastonata tra imponenti blocchi di roccia, si pensa possa essere
datata addirittura al 1400 anche se, dalle ricerche effettuate, finora
sono state trovate notizie della presenza del mulino solo intorno alla
prima metà del XVII secolo in un “Attestato di
possesso preso dal Conte Fabiano Landriani dei molini e beni del
Montefeltro, donatogli dal Duca Guidubaldo II”. In tale
documento si parla di «Un mulino posto nella Marecchia,
piglia l’acqua dal fosso detto del Rimaggio… vi
è una stanza con la macina a grano e un’altra per
l’ingualchiera…». Inoltre nel 1809, in
seguito ad un decreto napoleonico per realizzare una strada sul
Marecchia viene menzionato il mulino poiché sorgeva nelle
vicinanze di un ponte da realizzare.
Realizzato
nello stile tipico della zona il locale è
esternamente in sasso “a faccia a vista” mentre
l’interno, ristrutturato in periodi successivi, pur non
mantenendo l’architettura originale si presenta accogliente e
familiare conservando in alcune parti le strutture originali. Vi si
possono infatti trovare le vecchie macine in sasso per la macinazione
del grano (complete di telaio di sostegno, tramoggia, cucchiaio
regolatore discesa grani, palmetto superiore e inferiore, cassettone
farina), e alcune attrezzature originali utilizzate nel
mulino o relative all’agricoltura locale.
Il ristorante, servito da un ampio parcheggio privato, è
disposto su due piani e diviso, per mantenere la struttura originaria,
in più sale potendo così ospitare anche riunioni
e piccoli convegni.
L’aspetto
accogliente e l’atmosfera familiare che
contraddistingue la sala principale, dominata da un grande camino in
pietra, fa si che questa sia particolarmente indicata per cene intime,
in famiglia o in compagnia di amici.
Il rispetto per le tradizioni si ritrova anche nella cucina
caratterizzata dalla presenza, nei piatti proposti, di
specialità locali realizzate con i prodotti tipici quali il
tartufo bianco pregiato di Sant’Agata Feltria, il formaggio
delle fosse di Talamello (Ambra di Talamello), i funghi porcini, la
carne, gli oli, ecc..
Desideroso di garantire una qualità superiore dei propri
prodotti Massimo cura la produzione della pasta, interamente fatta in
casa dallo stesso ed ottenuta con farine
macinate a sasso in un vicino mulino ad acqua, e proposta con
condimenti realizzati seguendo le ricette “dei nostri
nonni”.
Proveniente dal vicino allevamento biologico della fattoria
“Fontetto di Chiari Domenico e Giampiero” la carne
di bovino di razza chianina, certificata dal C.C.B.I. Consorzio
Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane, viene lavorata
all’interno del ristorante il quale è stato
autorizzato alla vendita dal Consorzio stesso.
Sempre nell’ottica di conoscere i prodotti da lui trattati e
per garantirne la qualità, Massimo si occupa anche di
selezionare il formaggio locale da stagionare nelle fosse per diventare
l’Ambra di Talamello e utilizzato poi per i propri piatti.
A completamento dell’ampia varietà di proposte
presenti nella “Carta ristorante” è
possibile provare piatti fuori menù o piccole prelibatezze
del giorno che il personale di sala sarà lieto di
consigliare.
Il ristorante dispone di un’ottima scelta di oli locali e
umbri per meglio accompagnare i piatti proposti.
La cantina, ricavata in una parte del vecchio bottaccio che portava
l’acqua al mulino, presenta una vasta scelta di vini, con
oltre 100 etichette di tutta Italia ed in particolar modo delle Marche,
dell’Emilia Romagna e della Toscana, e di distillati.